| RIVISTA DI STUDI ITALIANI | |
| Anno XVII , n° 1, Giugno 1999 ( Contributi ) | pag. 45-58 |
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L'APPRESSAMENTO DELLA MORTE: FRA MODELLI LETTERARI E NOVITÀ |
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| GUGLIELMO TINI | |
| Foligno |
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[...] avendo letto fra i lirici il solo Petrarca, mi pareva che dovendo scriver cose liriche, la natura non mi potesse portare a scrivere in altro stile ec. che simile a quello del Petrarca. Tali infatti mi riuscirono i primi saggi che feci in quel genere di poesia1. Annotando questo pensiero, nell'autunno del '21, Leopardi pensava, con ogni probabilità, alle canzoni patriottiche. Erano trascorsi cinque anni dall'accenno al "sopruman talento" nel canto quinto (v. 45) dell'Appressamento2 e dall'idea di una poesia solenne , "aristocraticamente singolare"3, frutto di una divina scintilla del poeta vate e non di un esercizio costante di lettura. È evidente che fra la stesura dell'Appressamento della morte e l'annotazione del '28 novembre 1821 sta, con una presa di distanza via via maggiore, la teoria dell'assuefazione. Il rapido sviluppo artistico di Leopardi, che brucerà sul tempo l'idea stessa di un rifacimento della cantica con innesto di motivi civili e patriottici (essi stessi molto presto superati dal classicismo "peregrino" del Bruto minore), porterà anche ad una diversa concezione della funzione poetica e ad una riconsiderazione dei modelli letterari soggetti non più alla "divina scintilla" ma alle circostanze, secondo l'annotazione di Zib. 1743-44, 19 settembre 1821. [...] |
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