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Modern Italy
Journal of Modern Italian Studies
RIVISTA DI STUDI ITALIANI
Anno XXI , n° 1, Giugno 2003 ( Contributi ) pag. 151-174

I "FANTASMI DELLA MENTE".
OLTRE IL 'DESERTO' VERSO 'LA TERRA PROMESSA':
VIAGGIO NEL 'MEZZOGIORNO' DI GIUSEPPE UNGARETTI
GIUSEPPE DE MARCO
Salerno
1. Tra ulivi e ginestre, la voce del silenzio: Elea, "città assente"

Nel corso del 1932, quale inviato speciale della torinese Gazzetta del Popolo, Giuseppe Ungaretti intraprese un viaggio in Campania, al fine di scrivere una serie di reportages; fondamentali le tappe dell'iter campano anche per penetrare meglio nella "vita d'un uomo", in quanto tracciano i caratteri di una
condizione perpetua di nomadismo dello spirito, nonché una categoria universale della poesia. Sono prose -- come è noto --
pubblicate originariamente sulla Gazzetta del Popolo fra il 12 aprile e il 19 luglio 1932, di poi confluite nel 1961 ne Il deserto e dopo, preceduto dalla raccolta Il povero nella città (1949, Edizioni della Meridiana di Roma): scelta di brani con parziali rielaborazioni e mutamenti rispetto alla prima redazione giornalistica, ma la scrittura costituisce una fonte indispensabile per studiare efficacemente la genesi della forma del poèmes en prose. Trattasi di "pagine elaborate su appunti, presi durante il viaggio, di uno e, a volte, di due mesi prima"1 come dichiara Ungaretti nella nota di lettura, premessa alle prose degli anni Trenta; al riguardo, Carlo Ossola ha illustrato e, opportunamente, chiarito con sottile analisi, filologicamente accurata, anche il metodo di elaborazione, per cui dal "percorso evolutivo degli appunti e degli abbozzi si può, anche per le prose d'invenzione, ricostruire il farsi della scrittura, il come lavorava Ungaretti"2.
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